testata testata

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami



   AMICI RIVERITI    

Beppe Grillo
Daniele Luttazzi
Dario Fo
Ernesto
Generazione V
Gianluca
Giulia
ImagesofMe
Masahiko Kobayashi
Maxime
Mirella
Paolo Attivissimo
Paola
Peppe
Selvaggia
Shangri-La
Simona
Stefano
Xfusa



 

   Categorie    
ambiente
internet
le drago story
musica
napoletanità
petizioni
politica
recensioni
sport
varie&eventuali



   LETTORI DEL BLOG



 
 
  




Codice H T M L

   Archivio





lunedì, 28 febbraio 2005
 

Lei ha precedenti di ordine pubblico

----- Original Message -----
From:
To: "drago" <drago@namir.it>
Sent: Sunday, February 27, 2005 8:29 PM

Subject: storia di un sabato


FERMO DI POLIZIA
PREVENTIVO, AD PERSONAM

Trascinato via dalla polizia, fermato in un commissariato per due ore e
mezza e diffidato. Questo mi è accaduto sabato 29 gennaio 2005 a Milano.

Motivo? Criticai Berlusconi.


Cari Amici,

ormai è chiaro: in Italia è riconosciuto solo il diritto all'applauso.
Non mi riferisco a censura e manipolazione dell¹informazione.
C'è di più: la repressione preventiva di ogni possibile dissenso
individuale.
Ne ho avuto conferma alle ore 15 di sabato 29 gennaio, quando sono stato
trascinato in un¹auto da diverse persone qualificatesi come agenti di
polizia, e portato a forza in un commissariato del centro di Milano, da
cui mi hanno liberato oltre due ore e mezza dopo.Mi trovavo davanti al palazzo delle Stelline in corso Magenta, dove stavo per entrare per assistere a un convegno organizzato dalla
Fondazione Craxi, con il patrocinio anche delle Presidenze di Camera e Senato.L'occasione era di tipo celebrativo: si magnificava l'azione di politica estera dell'ex segretario del Partito Socialista Italiano, cittadino ­ se ricordarlo non è blasfemo ­ pluricondannato dalla giustizia italiana.

Molti i convenuti illustri: il sindaco di Milano Albertini, il presidente della provincia Penati, il presidente di tutti Formigoni. E ambasciatori, statisti in pensione, ex ministri, storici, l'ex sindaco
Tognoli, già condannato a tre e anni e mezzo, che oggi presiede il Policlinico,Fedele Confalonieri in veste di amico di Famiglia, l'avvocato sardo-milanese Giannino Guiso, ci sono pure i
liberalsocialisti bellocci Carlo Ripa di Meana,con cravatta fru fru e vestito di panno verde, e Margherita Boniver, stretta nel suo grugno.In trasferta da Cogne il garantista a 24 carati, l¹on. Avv. Prof. Carlo Taormina. Insonorizzato dalle cuffie per la traduzione, siede assopito
in prima fila l'elettricista-premio Nobel Lech Walesa.

Una cosa senza pretese: tra storia contemporanea e apologia di reato.

Ero già stato in mattinata a quel convegno e ­ tranne qualche noiosa
domanda di alcuni zelanti agenti della Digos ­ avevo potuto partecipare
tranquillamente e prendere appunti per un articolo che avevo in mente di
scrivere per una testata on line. Lo può confermare anche la mia amica
Maria Vittoria Pillitteri.
Qualche gemma rimasta sul taccuino.

Lagorio: La politica estera era il suo (di Craxi, ndr) interesse prioritario.
Badini: Ha avuto sempre in mente la crescita morale del Paese.
Ruggiero: Va ricordato come uno dei padri dell¹Europa Unita.
Craveri 1: Era troppo in anticipo sui tempi, tutto ricomincia con Craxi.
Craveri 2: La cruna dell¹ago è un libro da leggere per capire quegli anni.
Guiso (in corridoio): Siamo qui per contribuire a una parola di verità.

Alle 13.30 tutti a pranzo. Nel pomeriggio ci sarà il saluto del presidente del Consiglio, annuncia lo speaker.

Torno per la sessione pomeridiana, e trovo nell'atrio un ampio
schieramento di forze dell'ordine. Un agente all¹ingresso mi chiede il
documento; glielo dò. Perché solo a me?, chiedo.Li stiamo
controllando a tutti, rispondono. Non è vero.
Mi chiedono di uscire in
strada. Esco. Dopo dieci minuti di attesa mi dicono che devo seguirli
in commissariato per accertamenti relativi alla mia identità.
Alla mia
richiesta di chiarimento, aggiungono che un dirigente vuole parlarmi.Intanto trattengono il mio documento.Io: Da qui non me ne vado, perché non ho fatto nulla di male e sono un libero cittadino incensurato; fate pure i vostri controlli e poi ridatemi il documento.
Sono circondato da agenti, ribadiscono che devo seguirli.Alla storia del dirigente che vuole parlarmi se ne sovrappone un¹altra, meno lusinghiera: Bisogna verificare meglio il suo documento. Mi
appunto i nomi di alcuni di loro. Uno si qualifica come Focaccia Piero. Ha l¹espressione irridente, di quelli che non dovrebbero mai rivestire alcuna autorità.Esisterà un Focaccia Piero nella polizia di Milano? Poi arriva un ordine:Caricatelo in auto, dai!.
Oppongo resistenza passiva. In cinque ­
stipendiati dai contribuenti italiani ­ mi trascinano con la forza in un'auto. C'è anche una donna,l'agente Bonamico. Assistono alla scena varie persone, tra le quali alcuni giornalisti. Un fotografo scatta.Nessuno parla. Urlo: Questo è un abuso, siete fuori legge! Mi toccherà denunciarvi!
Mi portano al commissariato di San Sepolcro, nella piazza in cui si affaccia il balcone milanese di Mussolini. Rimango in un ufficio, in compagnia di ³Massimo Benedetti², un poliziotto romano da trent¹anni in servizio a Milano, che si dice costernato. Ci siamo già visti in varie manifestazioni e convegni degli ultimi anni. Prendo nota di ogni dettaglio. Non c'è nessun dirigente che vuole parlarmi, tanto meno il capo di quel commissariato che mi viene indicato nella figura del dott.Vincenzo D¹Agnano.Chiedo di poter fare una telefonata.Per ora non è
possibile², mi viene risposto.
Rispondo alle chamate di un paio di amici, uno dei quali pubblica in tempo reale una cronaca sulla testata centomovimenti.com, e mi informa dei flash di agenzia, tra le altre l'Asca, che dice che io non avrei dato il documento alla polizia e che avrei offeso alcuni agenti: l'esatto opposto della verità.

Chiedo ancora spiegazioni. ³Sono in corso accertamenti sulla sua identità, mi si dice. Benedetti riceve qualche telefonata,verosimilmente da un superiore,al quale racconta l'accaduto.A domanda
risponde: "No, non ci ha offesi".
"Si stanno prendendo paura", mi confida. E pensare che ero alle Stelline soltanto a portare un documento, hanno scelto me perché sanno che sono un tipo calmo. Ma ora dovrò scrivere una relazione.

Passo il tempo a guardare la collezione di stampe appese in corridoio e la vasca con minuscoli pescetti blu. Nella stanza accanto un agente scribacchia qualcosa. "Ce l'ha un avvocato??, mi chiede. "Forse servirà ai vostri capi", gli rispondo. Ne entra un altro. Protesto anche con lui. Non aggravi la sua posizione. "Lei ha fatto resistenza a pubblico ufficiale", mi dice. Gli rido in faccia. Chiedo al poliziotto romano:"Ma è vero che un questore, dopo una contestazione a Fini, è stato licenziato?". Mi risponde pronto: "Sì, è successo a Trento".

A un certo punto si appalesa una dirigente di polizia qualificatasi come dottoressa Pagani, giovane capelli neri occhialetti, che mi offre questa spiegazione: "Abbiamo sviluppato il suo nominativo, per sapere chi è lei, se è un terrorista". La interrompo: "Non si giustifichi, per
me è tutto chiaro". "Vengo al dunque. Lei ora può andare, ma la diffido
dal ritornare di nuovo al palazzo delle Stelline". "Perché?"
"Lei ha
precedenti di ordine pubblico".
"Sa che cosa vuol dire questa
espressione vero?", le chiedo mentre mi appunto il suo nome. "Questa decisione è stata presa dall'autorità di polizia e non certo da me
personalmente".
L'autorità è impersonale: alibi vecchio come il cucco.
Mi viene restituito il documento ed esco. Sono passate le 17.30.
Scoprirò che, mentre contemplavo i pesciolini blu, Sua Eccellenza Capelluta Prescritta e Liftata, al convegno delle Stelline, davanti a un folto pubblico di plauditori e diversi pregiudicati, proclamava: "La nostra è la coalizione di chi ama la libertà".
Fendendo la folla del sabato pomeriggio, vado a un internet point a scrivere un comunicato. Mi torna in mente il detto: "Libero fischio in libero Stato", del socialista Sandro Pertini, uno che la galera se l'è fatta e non per corruzione. Ora i fischietti li usano per espellere e neutralizzare, nel silenzio degli astanti, i cittadini liberi e incensurati, che ancora vedono lo scandalo. Come nei giorni gloriosi del ventennio.

Morale? Nell¹Italia del 2005 solo il consenso è garantito.
I cittadini che non rinunciano alla libertà di espressione vengono identificati, trascinati via, sequestrati e diffidati,senza alcun ragionevole motivo, in evidente violazione delle leggi, quando il capo di turno, padrone di casa dei "liberali", si esibisce in pubblico,magari per commemorare un ex latitante.Sotto il governo dei prescritti il dissenso viene preventivamente impedito dalle forze dell'ordine, i cui dirigenti forse ritengono più grave il rischio di un intralcio alla propria carriera che la lesione ai diritti di libertà sanciti da quella Costituzione alla quale hanno giurato fedeltà.
Questo desideravo far sapere.
Ora cercherò un parlamentare di opposizione che intenda promuovere al riguardo un'iniziativa istituzionale. Ho deciso inoltre di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Milano. Cosa che decisi di non  fare ­ e ora me ne pento ­ per un motivo analogo, nel giugno 2004, quando
ricevetti il medesimo trattamento davanti al seggio dove era atteso per il voto il signor Berlusconi (era la volta successiva al famoso e illegale "comizio" a urne aperte).Ero lì ­ annunciata la mia presenza alla stampa ­ per "vigilare" sulle regole.Mettevo in pericolo l'ordine pubblico, dunque.
Se anche per voi la libertà non ha una casa, girate questa mail ai vostri amici.
Un caro saluto,

Piero

PS:
Enrico Rotondi, esperto di cronaca giudiziaria, che ha seguito per anni anche i processi milanesi del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e di altri parlamentari della Maggioranza,è stato allontanato dal suo incarico.




Inciso da drago78 | 17:46 |     commenti (1) 
||politica||   permalink




venerdì, 25 febbraio 2005
 


Drago78 IN GALERA



Dopo aver letto il suo blog lo sbattono in galera per 14 anni.

Leggendo questo blog mi rendo conto che  un giovane IRANIANO,blogger COME ME(classe 1978),è stato condannato per direttissima a 14 anni di carcere per il seguente motivo:"per essersi espresso con troppa libertà in rete".
Arash Sigarchi,questo è il suo nome,sul suo blog, non più raggiungibile,
www.sigarchi.com/blog/ ,aveva criticato la scelta delle autorità iraniane di arrestare altri 5 blogger che come lui tentavano una cospirazione contro la sicurezza nazionale,spionaggio e vilipendio dei leader iraniani....PARLAVANO TROPPO STI RAGAZZI


CIRCOLA IN RETE QUESTO BANNER CHE TROVATE SUL BLOG DEI DIRITTI DEI BLOGGERS

Questa è una realtà che non riguarda solo l'iran,ma anche la CINA.Due anni fa ho avuto la fortuna di conoscere due ragazze iraniane in viaggio studio ad Atene.Come si dice provare per credere.Bhe loro sono schiave del loro paese,altro che Grande Fratello gli uomini iraniani  le controllano,nel mio caso erano i colleghi di università.Da maniaco porco gli chiesi milioni di volte di toglietersi il burka ma la risposta fu sempre negativa per un solo motivo:"...potrebbero vederci nostri amici e fare la spia".
Molto triste questa realtà,pero'voglio vedere se vado in galera mettendo una foto bruttissima fatta con loro.Un'altra chicca: non potevo fare la fotocon loro da solo,ma come vedete,ci sono due ragazzi che dovevano provare che erano sotto controllo...so sad


PS:non vi lamentate se dicendo a Berlusconi: "Buffone" vi danno solo 500 euro di multa....è na pazziella

Inciso da drago78 | 12:23 |     commenti (4) 
||internet||   permalink







Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.





TRANSLATE-Select the language


Ultimi Commenti

utente anonimo in GIUSEPPINA, 31ENNE D...

 MUSIC BOX


CONTACT







Letti&Riletti






Feeds


BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
Feed XML offerto da BlogItalia.it

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder